Il dialogo bohmiano come strategia d’impresa

Condivido un interessante articolo di Massimo Pittella sull’importanza del dialogo, in particolare del Dialogo di Bohm, come strumento di innovazione e precursore di una reale partecipazione collettiva alle innovazione o, detto in altre parole, all’evoluzione dell’azienda.

Il Dialogo Bohmiano

Dialogo bohmiamo come strategia di impresa

Sono convinto che il dialogo sia la risorsa strategica più critica che le imprese del terzo millennio saranno chiamate a gestire nell’immediato futuro.

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World Café “Festival dei Lettori”

world-cafe-iconaNegli ultimi tempi ho scoperto il mondo dei gruppi di lettura.  E’ un mondo interessantissimo, molto variegato ed in grande espansione in tanti paesi nel mondo.

Anche in Italia, e a Bologna in particolare, c’è un grande interesse verso questo modo di incontrarsi e condividere un’esperienza di lettura.  Interesse dimostrato dall’evento che la rete delle biblioteche bolognesi organizza da qualche anno: il Festival dei lettori .

Grazie a queste iniziative si è creata una comunità di lettori costituita da piccoli gruppi che si incontrano, condividono letture, pensieri ed emozioni.  Un bacino importantissimo per costruire e migliorare la cultura dei cittadini, per imparare, per creare relazioni.

Per il potenziale culturale e sociale di questa attività,  è importante supportarla e favorire la creazione di reti che mettano in connessione le persone e le esperienze dei piccoli gruppi.  A questo scopo abbiamo organizzato un World Café per domani alla Biblioteca di Villa Spada a Bologna .

Sono proprio curioso di vivere l’esperienza e scoprire cosa succederà .

 

 

 

2° incontro “Una comunità che cura”

Ormai è passato un po’ di tempo dal 2° incontro di “Una comunità che cura” (24 maggio) , ma l’eco di questa esperienza è ancora presente dentro di me.

L’esperienza nel 1° incontro mi ha molto aiutato a migliorare il mio modo di condurre l’incontro, insieme a Gian Paolo.

Un bel gruppo di persone (20) che avevano già fatto l’esperienza 2 settimane prima, a parte 3 persone nuove.

Gli aspetti che hanno funzionato meglio:

  • prendere tutto il tempo necessario per esplorare bene le difficoltà condivise dalle persone (emozione prevalente);
  • farmi aiutare dal gruppo a scoprire l’emozione collegata alla difficoltà, rispettando sempre la percezione della persona che porta la difficoltà;
  • domande per aiutare ad espandere le possibilità;
  • la proposta di canzoni e giochi di qualità da parte di Mavi ( Associazione Zoe ) .

Il feedback della persona che ha condiviso la difficoltà (scelta dal gruppo) è stato molto buono.  Si è sentita arricchita dalle domande, dai feedback, dalle condivisioni degli altri partecipanti.

Dopo queste due belle esperienze sono convinto che si tratti di un metodo molto interessante, che apre la possibilità di favorire la crescita personale anche in ambienti difficili e disagiati.  Anzi, credo che possa dare il massimo proprio in questi ambiti.

Alle prossime esperienze.

1° incontro una comunità che cura

una comunità che cura Barreto BolognaMartedì 10 maggio si è tenuto il 1° incontro di “Una comunità che cura”.

C’è stata una partecipazione molto ampia: eravamo in 29.  Purtroppo eravamo tutti così presi dall’esperienza che nessuno ha fatto una foto per rappresentare questo bel momento.

Ho facilitato l’incontro in collaborazione con Gian Paolo Perrella.  Gian Paolo ha più esperienza di me con questo tipo di metodo e la sua presenza è stata preziosa.
Facendo questa esperienza mi sono reso conto che nonostante la semplicità del metodo non è per niente facile condurlo nel modo migliore.  Ci vuole esperienza, intuito nel momento in cui le persone comunicano le proprie difficoltà, attenzione al positivo e alle risorse presenti nel gruppo, capacità di metterle in evidenza e di valorizzarle.

In questi giorni ho ascoltato diverse persone tra i partecipanti all’incontro ed ho avuto modo di ricevere diversi feedback, oltre che di riflettere personalmente sull’esperienza.
Complessivamente è stato un incontro positivo.  Si è creato un clima festoso e accogliente che ha permesso a tutti di godersi la serata.
L’incontro sarebbe andato ancora meglio se fossimo riusciti a stare maggiormente sul “personale” nel momento delle condivisioni.  Questi incontri sono molto più utili nella misura in cui le persone riescono a condividere esperienze personali autentiche e ad esprimere le proprie emozioni.

Ora abbiamo il 2° incontro (martedì 24 maggio alle ore 20.45) e l’occasione di avere un’esperienza ancora più piena e significativa.

Un caro saluto e a alla prossima.

 

Una comunità che cura

una comunità che cura Barreto Bologna

Gli aspetti che più mi appassionano sono il benessere delle persone e la ricostruzione della comunità.

Sono costantemente alla ricerca di strumenti e di esperienze che vadano in quella direzione e quando a Volabo mi hanno parlato di Barreto e del suo metodo per aumentare il benessere e le buone relazioni nella comunità ho voluto approfondire la cosa.

Per questo tra l’11 e il 14 aprile ho partecipato al corso “Una comunità che cura” e ne sono uscito entusiasta e con la voglia di sperimentare questo metodo.

Le prime due sperimentazioni si terranno in maggio (martedì 10 e 24 maggio) dalle ore 21 alle ore 22.30 nello Studio di Counseling di via Saffi, 1 a Bologna. (Scarica la locandina)

La partecipazione è libera e gratuita.
Si può partecipare anche ad un solo incontro e chi desidera partecipare può invitare anche amici interessati.

Potete portare qualcosa da bere o da mangiare insieme per allietare ulteriormente le serate.

Le Carte di facilitazione

Se vogliamo favorire la nascita di gruppi evolutivi, è importante conoscere e utilizzare metodi di facilitazione.  Deborah, Martina e Melania hanno creato delle meravigliose carte per “facilitarci” la facilitazione ( https://www.produzionidalbasso.com/project/facilitiamoci-libro-carte/ ) e Deborah sarà a Bologna domenica 14 febbraio per presentarle in un workshop dimostrativo.

volantino-bologna

Come è andato il per-corso di crescita personale a Budrio

logo_bit1Avevo già scritto un articolo su questa esperienza con il gruppo BIT Budrio dopo aver concluso i primi due incontri. Giovedì 21 gennaio si è concluso il percorso del gruppo di crescita con il 3° ed ultimo incontro.

Non avevo particolari aspettative perché, essendo passato 1 mese dal secondo incontro, avevo messo in conto che il lavoro fatto in precedenza potesse essersi disperso negli impegni quotidiani del lavoro, della famiglia, ecc.

In realtà questo gruppo ancora una volta mi ha sorpreso per i feedback estremamente positivi che sono arrivati.  Alcune persone del gruppo hanno vissuto e riconosciuto cambiamenti significativi nel proprio comportamento in situazioni difficili.  E’ stato particolarmente interessante comprendere cosa ha ispirato questi cambiamenti: una parola detta da un altro, una condivisione emozionante, la presenza rassicurante e accogliente del gruppo.  In sintesi non c’è un unico aspetto o momento che ha favorito il cambiamento, ma potrei dire che nella “danza imprevedibile” e sempre nuova di un gruppo evolutivo, nell’apparente disordine che si crea dalle condivisioni e dai feedback liberi e spontanei, ognuno può trovare “una mano che sorregge e che stimola” al momento giusto e nel modo giusto.

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