2° incontro “Una comunità che cura”

Ormai è passato un po’ di tempo dal 2° incontro di “Una comunità che cura” (24 maggio) , ma l’eco di questa esperienza è ancora presente dentro di me.

L’esperienza nel 1° incontro mi ha molto aiutato a migliorare il mio modo di condurre l’incontro, insieme a Gian Paolo.

Un bel gruppo di persone (20) che avevano già fatto l’esperienza 2 settimane prima, a parte 3 persone nuove.

Gli aspetti che hanno funzionato meglio:

  • prendere tutto il tempo necessario per esplorare bene le difficoltà condivise dalle persone (emozione prevalente);
  • farmi aiutare dal gruppo a scoprire l’emozione collegata alla difficoltà, rispettando sempre la percezione della persona che porta la difficoltà;
  • domande per aiutare ad espandere le possibilità;
  • la proposta di canzoni e giochi di qualità da parte di Mavi ( Associazione Zoe ) .

Il feedback della persona che ha condiviso la difficoltà (scelta dal gruppo) è stato molto buono.  Si è sentita arricchita dalle domande, dai feedback, dalle condivisioni degli altri partecipanti.

Dopo queste due belle esperienze sono convinto che si tratti di un metodo molto interessante, che apre la possibilità di favorire la crescita personale anche in ambienti difficili e disagiati.  Anzi, credo che possa dare il massimo proprio in questi ambiti.

Alle prossime esperienze.

1° incontro una comunità che cura

una comunità che cura Barreto BolognaMartedì 10 maggio si è tenuto il 1° incontro di “Una comunità che cura”.

C’è stata una partecipazione molto ampia: eravamo in 29.  Purtroppo eravamo tutti così presi dall’esperienza che nessuno ha fatto una foto per rappresentare questo bel momento.

Ho facilitato l’incontro in collaborazione con Gian Paolo Perrella.  Gian Paolo ha più esperienza di me con questo tipo di metodo e la sua presenza è stata preziosa.
Facendo questa esperienza mi sono reso conto che nonostante la semplicità del metodo non è per niente facile condurlo nel modo migliore.  Ci vuole esperienza, intuito nel momento in cui le persone comunicano le proprie difficoltà, attenzione al positivo e alle risorse presenti nel gruppo, capacità di metterle in evidenza e di valorizzarle.

In questi giorni ho ascoltato diverse persone tra i partecipanti all’incontro ed ho avuto modo di ricevere diversi feedback, oltre che di riflettere personalmente sull’esperienza.
Complessivamente è stato un incontro positivo.  Si è creato un clima festoso e accogliente che ha permesso a tutti di godersi la serata.
L’incontro sarebbe andato ancora meglio se fossimo riusciti a stare maggiormente sul “personale” nel momento delle condivisioni.  Questi incontri sono molto più utili nella misura in cui le persone riescono a condividere esperienze personali autentiche e ad esprimere le proprie emozioni.

Ora abbiamo il 2° incontro (martedì 24 maggio alle ore 20.45) e l’occasione di avere un’esperienza ancora più piena e significativa.

Un caro saluto e a alla prossima.

 

Una comunità che cura

una comunità che cura Barreto Bologna

Gli aspetti che più mi appassionano sono il benessere delle persone e la ricostruzione della comunità.

Sono costantemente alla ricerca di strumenti e di esperienze che vadano in quella direzione e quando a Volabo mi hanno parlato di Barreto e del suo metodo per aumentare il benessere e le buone relazioni nella comunità ho voluto approfondire la cosa.

Per questo tra l’11 e il 14 aprile ho partecipato al corso “Una comunità che cura” e ne sono uscito entusiasta e con la voglia di sperimentare questo metodo.

Le prime due sperimentazioni si terranno in maggio (martedì 10 e 24 maggio) dalle ore 21 alle ore 22.30 nello Studio di Counseling di via Saffi, 1 a Bologna. (Scarica la locandina)

La partecipazione è libera e gratuita.
Si può partecipare anche ad un solo incontro e chi desidera partecipare può invitare anche amici interessati.

Potete portare qualcosa da bere o da mangiare insieme per allietare ulteriormente le serate.

Le Carte di facilitazione

Se vogliamo favorire la nascita di gruppi evolutivi, è importante conoscere e utilizzare metodi di facilitazione.  Deborah, Martina e Melania hanno creato delle meravigliose carte per “facilitarci” la facilitazione ( https://www.produzionidalbasso.com/project/facilitiamoci-libro-carte/ ) e Deborah sarà a Bologna domenica 14 febbraio per presentarle in un workshop dimostrativo.

volantino-bologna

Come è andato il per-corso di crescita personale a Budrio

logo_bit1Avevo già scritto un articolo su questa esperienza con il gruppo BIT Budrio dopo aver concluso i primi due incontri. Giovedì 21 gennaio si è concluso il percorso del gruppo di crescita con il 3° ed ultimo incontro.

Non avevo particolari aspettative perché, essendo passato 1 mese dal secondo incontro, avevo messo in conto che il lavoro fatto in precedenza potesse essersi disperso negli impegni quotidiani del lavoro, della famiglia, ecc.

In realtà questo gruppo ancora una volta mi ha sorpreso per i feedback estremamente positivi che sono arrivati.  Alcune persone del gruppo hanno vissuto e riconosciuto cambiamenti significativi nel proprio comportamento in situazioni difficili.  E’ stato particolarmente interessante comprendere cosa ha ispirato questi cambiamenti: una parola detta da un altro, una condivisione emozionante, la presenza rassicurante e accogliente del gruppo.  In sintesi non c’è un unico aspetto o momento che ha favorito il cambiamento, ma potrei dire che nella “danza imprevedibile” e sempre nuova di un gruppo evolutivo, nell’apparente disordine che si crea dalle condivisioni e dai feedback liberi e spontanei, ognuno può trovare “una mano che sorregge e che stimola” al momento giusto e nel modo giusto.

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Nuovo percorso “Gruppi evolutivi”

In questo anno che è appena cominciato c’è molto bisogno di imparare nuovamente a relazionarsi con gli altri con empatia e rispetto.  Anche per questo sono felice di annunciare che in febbraio-marzo del 2016 partirà un nuovo “Gruppo Evolutivo” .

La presentazione del percorso ci sarà il 28 gennaio 2015 dalle ore 19.00 alle 20.30 presso lo studio di Via Saffi n. 1 a Bologna .

Gruppo Evolutivo a Bologna

Una esperienza: percorso sui bisogni essenziali

Tra novembre e dicembre 2015 ho facilitato due incontri con il gruppo BIT di Budrio dedicati all’evoluzione personale e in particolare alla scoperta dei propri bisogni essenziali.  In questo gruppo mi sento a “casa” anche perché ci siamo già incontrati in diversi eventi dedicati alla “transizione”  e qualche anno fa in un percorso sulla consapevolezza emotiva e sulla gestione delle emozioni.

All’inizio ero comunque emozionato: l’inizio di un nuovo percorso per me è sempre accompagnato da curiosità e domande su cosa succederà perché, pur avendo preparato una struttura di riferimento, c’è un’ampio spazio di incertezza che viene riempito dai bisogni e dall’espressione dei singoli e dalle interazioni nel gruppo.

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4° incontro gruppo evolutivo

Ingredienti per un gruppo evolutivoIeri sera si è concluso il primo ciclo di incontri per favorire un gruppo evolutivo. E’ stata una serata emozionante per me e, credo, per tutto il gruppo.   Le conclusioni, come gli inizi, sono dei momenti speciali ed è importante dare tutta l’attenzione necessaria alle emozioni ed ai bisogni che emergono nel gruppo.

Personalmente mi ero preparato per viverlo come momento di verifica e di feedback su tutto il percorso fatto insieme e anche come momento di festa e di celebrazione per la bella esperienza che ci siamo permessi di vivere.

L’aspetto che ho notato di più nel giro iniziale del “come stiamo?” e “quali bisogni per questo incontro?” è stata la differenza nelle espressioni e nello stato d’animo rispetto al primo incontro.  Una delle parole più utilizzate era stata “stanchezza” e dalle espressioni di tanti nel gruppo era emerso un certo disagio, un malessere a volte non ben identificato.
In questo ultimo incontro li ho trovati quasi tutti più pimpanti, energetici, con un maggiore benessere e più gioiosi nell’essere insieme.  Alcuni disagi emersi si sono rivelati  legati soprattutto al dispiacere per essere arrivati all’ultima tappa di questo percorso condiviso.

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3° incontro gruppo evolutivo

come stiamo nella relazione quando ci sono bisogni diversiQuesto terzo incontro è stato molto interessante.  Ho avuto l’impressione che siano tante le cose che si stanno mettendo in movimento nel gruppo e nelle persone.  Il giro iniziale che facciamo ogni volta basato sulle domande  “come stai? come è stata per te questa settimana ?” continua ad allargarsi ed a prendere più tempo.  Sembra proprio che da parte di tutti ci siano tante cose da condividere con gli altri.  Questa volta sono emersi dei  cambiamenti di atteggiamento nella vita quotidiana ed emozioni difficili nella relazione con gli altri.  Tanto che nella seconda parte dell’incontro è venuto spontaneo porsi la domanda: come stiamo nella relazione se ci sono bisogni diversi?

A partire da questa domanda è cominciato un flusso di idee diverse che ci ha fatto entrare in contatto con l’ampiezza di questo aspetto nella nostra vita: l’importanza di conoscere i propri bisogni e quelli delle persone con cui siamo in relazione, la differenza tra i bisogni dettati dalla necessità e quelli dal piacere di esplorare qualcosa di nuovo, la differenza tra i bisogni profondi e quelli superficiali, la differenza tra i bisogni individuali ed i bisogni collettivi.   Molto interessante anche la considerazione che in una relazione i bisogni e i desideri di una persona non devono diventare delle pretese e che è importante imparare a dire di no quando è necessario e saper esprimere i propri bisogni con le altre persone.

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Un World Cafè all’Istituto Spallanzani

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Grazie alla passione ed alla genialità di tante persone in giro per il mondo, attualmente esistono tutta una serie di metodi di facilitazione che agevolano tantissimo il processo creativo all’interno di un gruppo.

Ieri sera ho facilitato un gruppo di 35 persone all’interno dell’Istituto Spallanzani di Castelfranco Emilia grazie ad una iniziativa del Gas C’è .

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