2° incontro gruppo evolutivo

Disegni collettivi su Vivere i miei sogni gruppi evolutivi
Disegni collettivi “Vivere i miei sogni”

Ero curioso di continuare l’esplorazione cominciata nel primo incontro e sono stato veramente sorpreso dall’evoluzione che ha avuto il secondo incontro di ieri sera.

Abbiamo cominciato facendoci una domanda: il primo incontro del gruppo evolutivo ha lasciato qualche traccia durante la settimana ? Non avevo aspettative particolari, volevo soltanto verificare se incontri di questo tipo possono già in breve tempo generare dei cambiamenti nella vita quotidiana.  E la risposta è stata molto buona.

Buona parte dei partecipanti ha notato una grande differenza nell’energia e nell’umore dall’inizio alla fine dell’incontro.   Oltre a questo effetto, alcuni hanno notato cambiamenti notevoli nel modo di percepire e di vivere le situazioni: una maggiore chiarezza, una maggiore serenità, una ampliata capacità di fronteggiare situazioni difficili, una maggiore continuità in pratiche evolutive come la meditazione, momenti di connessione più profonda con la vita, situazioni oggettivamente più favorevoli.

Già questi feedback così positivi dopo un solo incontro mi hanno sorpreso.  Sono convinto che i gruppi evolutivi possano avere degli effetti positivi sulla nostra vita ed è questo il motivo principale per cui li propongo, ma non mi aspettavo delle risposte così buone dopo un solo incontro.  E’ importante sottolineare, come abbiamo detto durante l’incontro, che non abbiamo una sicurezza che questi miglioramenti siano attribuibili all’incontro del gruppo evolutivo.  Al momento abbiamo soltanto raccolto degli indizi, e questi indizi sono veramente promettenti.

Come prima riflessione di gruppo abbiamo esplorato la connessione tra silenzio e riflessione, due ingredienti fondamentali per un gruppo evolutivo.  Ne abbiamo messo in evidenza le differenze, sottolineando come il silenzio sia più legato ad una dimensione intima, profonda, di apertura spirituale mentre la riflessione sia maggiormente collegata alla nostra capacità di ragionare, una qualità mentale.  Al tempo stesso c’è una grande connessione tra i due aspetti.  Permetterci dei momenti di silenzio ci dà l’opportunità di rallentare e di fermarci.  Anche l’etimologia di riflettere (RE = di nuovo, FLECTERE = piegare) ci porta a pensare che la riflessione sia collegata alla nostra capacità di fermarci, di tornare indietro, di sospendere i giudizi che ci fanno reagire in un certo modo, di prendere in considerazione altri punti di vista ed eventualmente di cambiare.  Senza momenti di silenzio e di ritmo lento sarebbe molto difficile fare questi passaggi evolutivi.

Poi ci siamo addentrati nel tema che maggiormente aveva colpito l’attenzione del gruppo nel primo incontro: come vivere i miei sogni. Abbiamo esplorato questo tema con l’espressione artistica, sapendo quanto sia importante la comunicazione non verbale quando si esplorano temi così profondi.  Abbiamo realizzato dei disegni collettivi (a 16 mani): ogni persona aveva a disposizione 2 minuti per dare il proprio contributo al disegno/sogno.  I risultati li potete vedere nella foto in alto: a me sembrano tutti bellissimi nella loro diversità.  Rivedendo il disegno alla fine tanti ne hanno riconosciuto la bellezza nonostante la differenza dalle intenzioni individuali. Per alcuni è stato invece difficile accettarne questa diversità.

mappa mentale vivere i miei sogni
Mappa mentale “vivere i miei sogni”

Dopo il momento artistico abbiamo continuato il dialogo sul tema del “Vivere i miei sogni” ed anche in questa fase sono emerse delle sorprese.

Gli interventi erano principalmente su due piani.  Il primo è stato quello che permettersi di vivere i propri sogni, i propri desideri.  Il secondo è stato quello del mantenere un spazio per la dimensione del sogno nel quotidiano. Questo secondo aspetto è quello che abbiamo maggiormente esplorato e che ha portato a riconoscere l’elemento della “sana follia” come ingrediente importante per una persona e per un gruppo evolutivo.
Un aspetto liberatorio che ci consente di avere momenti “dionisiaci” per lasciar andare e vivere il momento presente con pienezza e creatività.

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